Renzi, un lungo tramonto?

È un’impressione, e come tale va considerata tale.  Non ha l’autorevolezza di un sondaggio, d’altronde non avrei il tempo di raccogliere un campione abbastanza ampio di opinioni, e poi, diamine, non sono un sondaggista, certe cose lasciamole fare ai professionisti.

Renzi si è avviato inesorabilmente al suo tramonto, è solo da vedere quanto durerà questo imbrunire.  Indipendentemente dal risultato del referendum e il suo personalizzarne l’esito alla Craxi, poiché il fronte che gli si oppone sono emulsioni inaggregabili, pronte a tornare a scontrarsi con rinnovata ferocia già dal 5 dicembre. Il tramonto, più o meno lungo, vedrà quel sole di pretesa novità scomparire nell’orizzonte di mediocrità e continuità col passato che alla fine ha caratterizzato questi anni non appena si tornerà alle urne.

RAVAGLI - MATEO RENZI INTERVISTATO DA LUCIA ANNUNZIATA IN MEZZORAContinua a leggere…

5 cose sulla decenza

Ben tornati alla rubrica dei 5. Quella che quanno c’era lui se stava mejo anche quanno se stava peggio. Oggi si parla della decenza, la decenza del saper scrivere, del saper parlare e perfino del sapersi presentare.

renzi

  • Il pressappochismo dilagante nel giornalismo di oggi ci ha donato la sua più mirabile espressione. Sconfinata serenità sul tema immigrazione.
  • I contenuti potrebbero essere un tantino più interessanti e più mirati, ma ci accontentiamo, dai.
  • Dimmi che domande fai e ti dirò che giornalista sei. ‘Nfatti.
  • E qui andiamo sul saper scrivere. Non occorre altro.
  • Il punto 5 è un estensione del punto 2. Occorre ribadire che questo calcio sui coglioni alla scrittura deve finire.

 

Poveri sumeri che inventarono la scrittura. Ricchi italiani che inventarono la monnezza.

 

Ad Maiora.

5 cose sulle notizie inutili

Cosa spinge i colleghi della carta stampata a pubblicare notizie perdibili.

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  • Matteo Renzi. Se devono parlare del Governo rischiano di parlarne male. Meglio parlare del “perché non ci possiamo fare il solletico da soli”. Chiaramente di primaria importanza.
  • L’impressione è che tu debba per forza cliccare sull’articolo. Ti si apriranno trenta pubblicità, vedrai la solita Audi A4 e poi il video partirà: Virginia Raggi che mangia il panino. Il fatto è che ci interessa poco. Ma per alcuni è vitale sapere del pranzo della Raggi, più che del suo assessore.
  • Come si fa pubblicare un giornale di venti pagine? Semplice, 15 so’ notizie inutili.
  • Le notizie inutili sono così inutili che è inutile correggerne eventuali sgambetti di battitura: redattori festeggiano.
  • La quinta non c’è, serviva solo a fare volume. “Quindi è una notizia inutile”. Esatto. Saltatela con spavalderia.

 

Ad Maiora

5 cose sui Cinque Stelle

Cosa c’è da sapere per arrivare preparati quando si incontra “un grillino” per strada e non gli si vuole dare ragione.

>>>ANSA/SBARCANO I GRILLINI, 'L'APRISCATOLE' INCOMBE SUL PARLAMENTO

  1. Le orecchie della Raggi, secondo Maria Elena Boschi, sono inguardabili. Quando Sky non era ancora Sky e montava antenne paraboliche probabilmente credevano che Madre Natura non avrebbe mai eguagliato tale artifizio. Invece …
  2. Grillo ha ribadito che è il capo. Così abbiamo chiesto a Luca Sofri cosa significasse essere “il capo” e ci ha “spiegato bene” cosa significa.
  3. Chi prova a difendere Sibilia scendendo nel pozzo delle fesserie rischia di rimanervi intrappolato anche lui. Perciò lasciate Carlo dove è, ve ne preghiamo. Per quanto un Sibilia risulterà sempre più innocuo di un Verdini.
  4. La caratteristica più ampliata dai giornali è la generalizzazione: i “grillini” sono quelli che generalizzano. E infatti per non lasciarli soli hanno incominciato a generalizzare anche loro (“quelli dei microchip” è straordinario).
  5. Quando cerchi qualche informazione sui Cinque Stelle ne trovi di più su Repubblica che sul Blog delle Stelle. Sono riusciti ad essere meno prolifici dei loro avversari: magnifici. Tuttavia è noto che la verità spesso è una e le cazzate invece hanno vari zeri.

Ad Maiora

 

5 motivi per tornare a scrivere

 

scrittore

Cari amici, ben trovati. Come promesso riparte la Rubrica dei 5. Niente di grave, solo una scusa per disturbarvi ogni tanto con gli immancabili temi del giorno. Chiaramente scelti da me, unico monarca assoluto di questa brillante rubrica.

Quest’oggi ho preferito trovare cinque motivi per tornare a scrivervi:

  • Primo fra tutti il referendum costituzionale. Per forza. Si parla solo di SÌ. Circondati da SÌ. Si respira una vaga atmosfera erotica.
  • La decadenza della maggior parte degli intellettuali di questo 2016 spinge il sottoscritto a dare una smossa a questo sonno globale, un gesto di misericordia chiaramente senza precedenti.
  • I fatti di Roma ci spingono ad un focus sulla vicenda, da affrontare logicamente in maniera seria, nel rispetto dello stile satirico.
  • Maria Elena Boschi tornerà con i suoi illuminanti contenuti: non attendiamo altro.
  • Carlo Azeglio Ciampi è trapassato da qualche giorno e Salvini già lo bolla come un “traditore”. Ci sarà da divertirsi.

Ad Maiora.

Ciampi, elegia da parte di un cretino

Dire di essere profondamente addolorato per la morte di Carlo Azeglio Ciampi sarebbe un’esagerazione adulatoria che non mi permetterei mai. Profondamente addolorato sono per quel povero cristo investito l’altro ieri durante un picchetto per difendere i diritti di tredici precari non regolarizzati da un’azienda in violazione degli accordi, con l’investitore, un lavoratore che ne ha tirato sotto un altro, incitato da un addetto vicino alla dirigenza. Lascia una moglie e cinque figli, a quanto pare eliminato (fisicamente) dalle qualificazioni per le Olimpiadi della Guerra fra Poveri.

Il presidente in tutto il suo folto splendore sopraccigliare

L’illustre scomparso di oggi invece se ne è andato a novantacinque anni, dopo una vita che più piena non si può: partigiano, governatore della Banca d’Italia, presidente del Consiglio dei Ministri, ministro del Tesoro, presidente della Repubblica, senatore a vita. Poco da rimpiangere, non credete? Ma molto da ricordare.

Carlo Azeglio Ciampi è sempre stato una delle figure più rassicuranti della mia infanzia, con quelle folte sopracciglia che ne nascondevano gli occhi e la voce composta, con lieve accento toscano, con quella serietà che contrastava i modi giullareschi dei coevi governi berlusconiani, un uomo capace di strappare alla retorica fascista il termine patria.Continua a leggere…

Pokémon Go, tragedia sull’Etna

Palermo, 31 settembre 2016

Non doveva succedere, ma alla fine è successo.

La mania di Pokémon Go va a scemare ogni giorno sempre di più, con molti degli entusiasti giocatori della prima ora che pare si siano rotti le sfere poké di andarsene in giro attaccati al cellulare ignari del mondo circostante rischiando di farsi investire mentre attraversano la strada  per cercare i mostriciattoli della loro infanzia. Pare che, tornati alla maturità, questi  abbiano ricominciato ad andarsene in giro attaccati al cellulare ignari del mondo circostante rischiando di farsi investire mentre attraversano la strada per vedere le notifiche di Facebook o inserire l’effetto seppia alle foto del frappuccino ordinato in uno Starbucks di Dublino nel febbraio 2014.Continua a leggere…