Heil Tinder!

Nell’estate del 2016 incredibilmente non si batteva chiodo, così un amico mi installò Tinder sul cellulare. Oh, finalmente, sesso facile, conoscere ragazze da tutto il mondo, forse trovare l’anima gemella (nel modo meno romantico concepibile)… No, niente, scherzavo, sono brutto, ma almeno mi sono fatto due risate leggendo le bio, chattando con i miei match (sì, sto abusando dell’inglese lo so, ma questa è una cosa proprio da ggiovani), sfogliando le foto e facendo screenshots a più non posso. Pertanto ho la gioia di condividere ora con voi quanto di più strano, inquietante, divertente o degno di nota abbia potuto trovare quest’anno e mezzo.Continua a leggere…

Una delicata questione chiamata consenso

Il grande SatiraC, che tutto conosce e tutto sa, si dissocia da quest’articolo. Lei, virilmente femminile,  non ha bisogno di farsi domande sul consenso, entrambi i sessi gliel’hanno sempre dato, chiedendo anzi il bis. Leocrate Tapioca, anche lui non ha il problema del consenso: per avere un’erezione il suo pisello ha bisogno del sostegno di una matita attaccata con il nastro adesivo. Ma allora direte che è da cretini parlare di un qualcosa che non si conosce e che non riguarda. Appunto, il fatto che egli sia titolato come il Principe dei Cretini vi dice nulla?Continua a leggere…

Non sono razzista, però gli zingari devono morire

  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari rubano i bambini e ne vendono gli organi
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari hanno 32 denti d’oro e le Maserati parcheggiate nelle pinete
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari non vogliono appartenere ad uno Stato, sono come i molisani
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari rubano il rame dalle stazioni
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari alloggiano in hotel a 5 stelle e noi italiani siamo senza casa
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari possono volare
  • Non sono razzista, però secondo me gli zingari puzzano anche dopo una doccia, le donne hanno i peli e i bambini hanno le carie a 2 mesi dalla nascita

Chi non ha mai sentito uno di queste frasi alzi la cappella o taccia per sempre!

Sul treno, alla posta, in biblioteca, al supermercato, ovunque possiamo ammirare qualche fantastico esemplare di homo sapiens che si diletta nel pronunciare queste magiche paroline: “Non sono razzista però…”

Facciamo chiarezza spiegando l’ etimologia del termine RAZZISMO:

“Ogni atteggiamezingaracce1nto attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone                   identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, aspetto    fisico o altre caratteristiche”.

Tra le frasi elencate qui sopra potete riscontrare elementi di intollerenza? Se la vostra risposta è no, senza che perdiate tempo, la discussione può terminare in questo momento, ma dato che Satirac privilegia un pubblico di lettori con un quoziente intellettivo superiore a quello di Forrest Gump (con tutto il rispetto per Forrest) nostri cari lettori, purtroppo per voi, l’articolo ha da continuare.

Chi sono queste che queste persone disposte a camuffare la verità nelle loro frasi pur di allinearsi ad uno stile di pensiero comune? Uomini ignoranti, incivile e ingiusti oppure obiettivi, intelligenti e veritieri, qual è la verità? Forse riusciamo a trovare una soluzione al problema riassumendo il pensiero del grande psicologo Sigmund Freud.

Freud insegna che esiste un tipo di angoscia “nevrotica” che non nasce da un reale rischio, non è giustificata da un evento esterno, ma dalla percezione di un pericolo interno, una percezione interiore inconscia, non consapevole, che spesso cerca una via per esprimersi all’ esterno. In pratica succede che l’Io, pur di non affrontare qualcosa di sé che provocherebbe un’angoscia ingestibile, sposta il pericolo su un oggetto esterno con lo scopo di evitare che “pensieri e sentimenti inaccettabili giungano alla consapevolezza cosciente”.

Questo meccanismo si attua nel razzismo. Et voilà, la questione è risolta.

L’ individuo razzista si libera di un conflitto interno spostandolo su una persona che viene a diventare il simbolo del suo conflitto non affrontato. Quella persona “diversa” diventa il capro espiatorio su cui riversare tutta la rabbia e il rifiuto perché rappresenta la parte di sé che non si vuole riconoscere ed accogliere.

Allora Salvini ha subito qualche trauma infantile? Da piccolo è stato investito da qualche ruspa guidata da rom? Non lo sapremo mai purtroppo, però fa accapponare la pelle pensare che il 20% della popolazione italiana voti Salvini. Ciò significa che qualche milione di italiani ha serio bisogno di uno psicoterapeuta. Ma sapete come si dice, no? Per risolvere un problema bisogna prima accettare la sua presenza.

Quindi ci viene da dire con grande serenità nel cuore: ” Siamo un popolo di psicopatici”.

razzismo-Usa

 

Bullismo generazionale

Abbiamo tutti fatto conoscenza del bullismo, i premurosi ragazzi più grandi, magari pluri-ripetenti, hanno provveduto a rinfrescare le nostre teste in una delle tante tazze della struttura scolastica, insegnandoci nel modo più chiaro ed immediato il semplice ma fondamentale concetto marxiano de «l’arma della critica non può certamente sostituire la critica delle armi». Insomma, sputata la soluzione di acqua e urina, abbiamo avuta offerta la conoscenza del Potere.

E a proposito del Potere, come mi ha maliziosamente fatto notare il grande SatiraC, che tutto conosce e che tutto sa, le nostre classi dirigenti sembrano accanirsi sui più giovani con strumenti diversi dalle già citate lezioni subacque, ma non per questo meno molesti.Continua a leggere…

Chi fu inventato prima: Dio o la bestemmia ?

Molte sono le domande esistenziali che ci poniamo quotidianamente: “perchè viviamo?”,“perché moriamo?”, “i fazzoletti usati vanno nell’umido o nella carta?” Per lo più è difficile rispondere.  Ma recentemente, un quesito così enigmatico, che se fosse spiegato potrebbe elevare la conoscenza umana ad un livello mai raggiunto nella storia, ha interessato gli studiosi di tutto il mondo: “Chi fu inventato prima: Dio o la bestemmia?”

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