Un Trump-olino nel buio

Ed eccoci qui.

Dopo 46 anni di guerra fredda e seguenti riassetti geo-politici per fare spazio alla democrazia, in cui il mondo occidentale è stato “americanizzato” e socialmente fotocopiato a quello statunitense (dai Fast Food ai supermercati come dal chewing-gum all’appropriazione del termine “okay” nel linguaggio comune) ecco che i nostri cari alleati ci hanno fatto, per dirla nei termini contemporanei del linguaggio immediato e tipico di una gioventù bruciata, “CIAONE!”

L’onnipotenza del primato sulle rivoluzioni industriali brucia ancora nella mente di quei signori europei che rivendicano tutt’oggi il diritto di ergersi a potenza coloniale, come se due guerre mondiali non fossero state sufficienti a dimostrare che forse, era meglio non sbranarsi a vicenda come tanti diversi geni della lampada: “infiniti poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale” Cit

Complotto? L’Inghilterra ha sostenuto i bolscevichi? Diamo la Storia agli storici e i complotti ai complottisti, ma nel frattempo le cose sono cambiate.

Le promesse di un Europa Unita e di un’Alleanza Atlantica trovano nelle loro radici esistenziali il desiderio comune di potersi difendere da una minaccia firmata “U.R.S.S”( che oggi definiremo territorialmente in “Putin”) ma con l’avvento di Trump il sole a Ovest sembra davvero giunto al suo tramonto.

L’America non ha più bisogno dell’Europa per riavviare la propria economia post bellica, basta bombardare paesi per consuetudine, I Messicani sono i nuovi ebrei e verranno messi altri muri che il confine sembrerà Minas Thirith, i paesi Europei verranno abbandonati da un lato da un alleato potente e, dall’altro, lasciati soli al dilagare dei movimenti nazionalistici mentre a Putin verranno i baffi alla Stalin.

Perché era da tanto che un sovietico non scendeva nel caro Ovest per debellare il nazifascismo. 

Torneremo terra di conquista? La Germania governerà L’Europa ancora per lungo?

Non so voi, ma a me Carlo V inizia a mancare particolarmente.

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Erdogan non fa lo stupido stasera

I tartari sono in Siria, i britannici sono divisi, e l Selgiuchidi accusano crisi interne. E arrivato il momento di rifondare l’impero romano.

Mi verrebbe in realtà da piangere, un po’ come Obama per le 30.000 vittime delle armi negli USA, ma almeno lui può consolarsi per aver bombardato in questi ultimi sei anni solo il Pakistan, l’Iraq, l’Afghanistan, la Somalia, lo Yemen, la Siria, la Libia.

Quando seppi della notizia che furono i militari a fare il Golpe in Turchia pensai subito che i tipi in mimetica avrebbero avuto la meglio sulle forze di polizia, invece avvenne proprio il contrario.

E’ stato bello immaginarsi la municipale che a colpi di multe apre in due i T 72, roba che nemmeno i nostri a mani nude davanti a El-Alamein (guarda te ‘sti dilettanti) e poi dovremmo prendere appunti dal caro Erdogan!

Le nostre carceri sono sempre sovraffollate da prima che esistessi e questo, con un Golpe a colpi di paletta da traffico, le riempie con una botta sola infilando tutti quelli della sua lista nera. Un ordine di cattura così rapido da mettere in imbarazzo la figura antagonista del cancelliere Palpatine ed i suoi cloni.

Chissà come la prenderà l’America, essendo la Turchia la spina NATO nel fianco soviet…emh pardon! RUSSO! Da almeno 300 anni. Ma a quanto pare per l’Europa le cose iniziano a cambiare sapore soprattutto dopo l’incontro con Putin e Erdogan:

« […] L’Europa non riceverà più lo stesso volume di gas come in precedenza, almeno da parte della Russia. Crediamo che questo non sia negli interessi economici dell’Europa ed è dannoso per una nostra futura cooperazione. Ma tale è la scelta dei nostri amici europei…» ha affermato il presidente russo.

Qualcosa mi dice che i buoni in televisione non saranno più a stelle e strisce. A noi due corazzata Potemkin!

(foto descrittiva del passaggio di preferenze dalla NATO alla Russia. Inutile dire che è peggiorato)

#sestavamejoconObamaSauron #UngolpealgiornolevalONUdetorno

 

gollum-erdogan[1]

Come ci trivellano a noi, nessuno mai.

Se c’è una cosa che più mi fa ridere in questo paese è il fatto che, quando tutti dicono o seguono una qualsiasi cosa, essa diviene per magia sacrosanta e giusta. No, non mi riferisco solo ai 6 milioni di persone che guardano “Uomini e Donne”, (notare come la stessa cifra dei morti ebrei durante la seconda guerra mondiale rimandi la mente a un possibile sbaglio nazista), ma a quanto sta succedendo per il “No-Triv”.

Sentite quanto rumore fanno i mass media? Lo sentite? Potete anche voi accarezzare quel brivido di disagio della serie “Me stanno a trivellà er culo senza che io me ne possa accorgere?”

Ebbene, per appagare la vostra sensazione di disagio farò un copia e incolla di informazioni, dal quale desumere un sentimento che vada oltre il semplice brivido.

[“Lo stop che prevede il referendum riguarda più il gas metano che il petrolio. In Italia il petrolio, l’oggetto più demonizzato dalle campagne “No-Triv”, viene estratto per la maggior parte a terra e non in mare. Gli impianti che saranno oggetto del referendum estraggono fondamentalmente metano, che sebbene fossile, è una fonte di gran lunga meno dannosa del petrolio e ancora per molti versi insostituibile.[…]

E ancora…

[…]La vittoria del SI porterà comunque alla costruzione di altri impianti. La costruzione di piattaforme entro le 12 miglia è vietata per legge dal 2006 (comma 17 dell’art. 6 del D.Lgs 152/06) e su questo possiamo stare sereni. La vittoria del SI non potrà, però, impedire alle compagnie di spostarsi e costruire nuovi impianti poco oltre questo limite […]

Immancabile la ciliegina ambientale…

[La vittoria del SI non scongiura un rischio ambientale, anzi, contribuisce ad aumentare l’export petrolifero e quindi anche l’inquinamento. Ora, immaginiamoci un disastro ambientale, un grave incidente a una piattaforma petrolifera posizionata “correttamente” e cioè oltre il limite delle 12 miglia. Pensate davvero che un miglio, 5 miglia o anche 20 miglia possano fare la differenza?[…]

Spero che il vostro disagio vi induca a una maggiore esigenza di informazioni, reperibile benissimo dalla rete.

#trivelliamocidiinformazioni

Quando c’era lui 2.0

Per il giornalista esistono due tipi di africani.

Quelli che muoiono di fame e quelli che si improvvisano Rambo. Oggi stavo guardando alla TV le notizie relative alla situazione in Libia, cercando di arricchire il mio bagaglio culturale su come l’occidente evolve le sue tecniche di “accaparramento del petrolio altrui”.

Davanti alla Tv mi proiettano questo libico che in una ipotetica zona di guerra prende e spara con il kalashnikof allo stesso modo di come farei io se riuscissi a laurearmi. In poche parole, spara talmente alla cazzo che per poco non colpiva il blindato davanti a lui rischiando qualche pallottola di ritorno. Poverini ma loro mica sono cresciuti con Call of Duty, il massimo che possono fare è far vedere all’occidente quanto è brutta e cattiva la guerra, facendolo a pagamento, con qualche spicciolo elemosinato da un obeso giornalista occidentale.

Mi manca tanto quel dittatore, quello un po’ grassottello, quello che è stato odiato da mezza Italia e che invece ora tutti vorrebbero di nuovo.

Come faceva la canzone? “Gheddafi se n’è andato e non ritorna più”.

Ah… “Quando c’era lui” le cose andavano per il meglio. Rimpiango i bei tempi in cui  con 4 mignotte ci siamo  comprati il dittatore e gli scafisti sparirono per miracolo insieme ai profughi. Questione di moralità e campi di concentramento, ma lui è stato proprio un bomber.

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L’E-MAIL AI TEMPI DI MSN

 

Vi ricordate di quando eravate dei piccoli, fantastici e innocui bambini? Scommetto di no, perché nessuno di voi è mai stato un innocuo bambino, sicuramente qualche volta avrete fatto sentir male vostra madre perché eravate indomabili.

Da piccoli ci sentivamo i Re del mondo intero ma, per nostra sfortuna, eravamo solo una piccola e putrida caccola su questo mondo. Crescendo iniziammo a frequentare la società e a creare i nostri primi profili su dei social.

Vi ricordate “MSN”? Quel social ha fatto iniziare l’era dei vari siti online! Se vi ricordate bene non potevamo dare il nostro nome e cognome, ma dovevamo dare la nostra e-mail. Un tempo ci vantavamo delle nostre “magnifiche” e-mail del tipo: GiOrGiX_eR_BoSS@hotmail.it e ci sentivamo dei fighi assurdi mentre in realtà eravamo tutto fumo e niente arrosto.

Quella e-mail, infine, ve la siete tenuta e l’avete anche utilizzata per un vera e propria posta elettronica in cui puoi scambiare degli allegati o vari file. Ecco. Quando i tuoi amici o il tuo datore di lavoro ti chiedono l’e-mail vorresti spararti: uno di 25 anni non può avere ancora quella roba lì da TrUzZo.

Sicuramente tutte le persone tornerebbero indietro nel tempo per capire cosa gli fosse passato in quel momento nella testa e, soprattutto, per cambiare il nome di posta elettronica in, magari, qualcosa di più serio.

 Msn-icon[1]

 

 

Fieri di essere italiani?

“Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.” (Winston Churchill)

Il primo ministro inglese, con questa frase, ha raffigurato l’Italia intera. A volte essere italiani può essere un vanto ma, allo stesso tempo, può diventare una critica poiché il resto del mondo ci raffigura come un paese di inetti, mafiosi, fannulloni, mangia-spaghetti, suonatori di mandolino (che io non so nemmeno come sia fatto) e piazzaioli nati.

Essere italiani è ben diverso. NOI, a differenza di altri paese europei e non, abbiamo fatto molte altre cose! Tralasciando l’ambito storico-culturale, in cui abbiamo il 70% del patrimonio artistico- culturale mondiale, abbiamo fatto grandissime gesta che difficilmente verranno dimenticate!

Ma ci pensate che noi siamo riusciti a portare la mafia anche negli Stati uniti d’America?! In questo caso è un grandissimo orgoglio essere italiani! Grazie alla pubblicazione di tantissimi film, riguardanti la mafia sicula, siamo riusciti a diventare famosi e, allo stesso tempo, a smerdarci da soli! YEEEEE, K BELLO ESSERE ITAGLIANI!!1!!!1!!!

La capacità di scrittura dell’itaGLiano medio è questa ed è un grandissimo traguardo signori (penso che Dante, Petrarca, Boccaccio, Leopardi ecc.. si stanno rivoltando nella tomba).

Ci vantiamo di azioni per cui non dovremmo affatto vantarci e, nel medesimo istante, ci piangiamo addosso poiché pensiamo che l’Italia non abbia abbastanza risorse per alzarsi in piedi e ritornare a dominare il mondo come una volta

vert-ITALIANO-MEDIO-6[1].

 

Sei condannato a essere italiano

L’inarrestabile era dei computer ha portato a una vera e propria epidemia di ragionamenti incapaci di andare, partendo da A, oltre B. O almeno così credo abbia preso origine l’oscurità a cui siamo giunti.

Ad esempio:

Prendiamo un fascista A.

Aggiungiamo un comunista B.

E mescoliamo il tutto in una discussione su Fb riguardante il tema: “ La figura storica di Benito Mussolini”.

Nel frattempo due rinoceronti si contengono il mignottone del branco e il loro impatto frontale, genera quello che verrebbe definito un “Butterly effect”, ovvero sia, un uragano dall’altra parte del mondo. Ma quella parte del mondo sarà sicuramente il Sud Est Asiatico, zona del mondo al quale appartengono i commenti della serie “ Oh no! Poverini!” e quindi come è giusto che sia, non meritano di essere i protagonisti del nostro esempio.

Così facendo il Fascista A ha appena messo un mi piace, mentre il comunista B ha scritto sulla sua Home un semplice “ Certa gente è fascista e manco lo sa” con i rispettivi mille – mila mi piace al seguito.

Ma a differenza del rinoceronte allupato, “La figura Storica di Benito Mussolini” ha creato qualcosa di ancora più devastante. Come direbbe un celebre artista italiano, ovvero, Checco Zalone (si sto scherzando, non levare il mi piace dalla pagina) l’IGNORANTITÀ.

Perché da quella conversazione non ne uscirà mai niente di costruttivo. È così. Sei italiano, e l’italiano AB è morto durante la trasfusione. Sono passati 80 anni, ma come una relazione con le finestre chiuse e le porte aperte niente è perduto! Tu ancora porti lo scazzo dei tuoi progenitori, tu ancora devi far terminare il tutto con la frase “la storia la scrivono i vincitori” oppure “al massimo ha bonificato i propri peli virili” e se la storia non dirà forte e chiaro “Guerra Civile” ci penserai tu sui social network, a deliziarci con la tua retorica fredda come le montagne e digestiva come l’olio di ricino.

Benito-Mussolini[1]