Silvio Berlusconi presents the Matteo Salvini show

Bene o male purché se ne parli, no? O meglio, che se ne parli purché non si parli di altri, purché i riflettori non puntino qualcun altro. Potremmo dire che sia questa la tattica di comunicazione politica di Matteone, il morbido saccottino alla cioccolota ripieno però di un’altra sostanza altrettanto marrone, o potremmo dire anche altro?

Merda

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I viaggi di Grulliver – Tedeschi, ma meno efficienti: Vienna

Sì, sì, dovrei dedicarmi ad altre cose, e il Cielo solo sa quante ne abbia da portare a termine, ma sentivo il bisogno di tornare a scrivere su questo infruttuoso e poco popolare blog. Così, mentre mi accompagna il Greatest Hits dei Beatles, band di cui non sono mai stato granché appassionato e adesso sto anche capendo bene perché, eccomi tornare a scrivere un pezzo per la rubrica dedicata ai viaggi come avevo annunciato nell’articolo della riesumazione. In questo episodio eccomi a Vienna a fine novembre 2018 per assistere a un concerto degli Slayer e, con l’occasione, visitare la capitale di quello che fu l’impero asburgico.                                                                                                        Come di consueto sono trattati aspetti secondari e di personale interesse, perché per le guide serie ci sono Trip Advisor, Lonely Planet ecc.  Continua a leggere…

Siamo tornati dal mondo dei morti

Titolone strombazzante a parte, per forza di cose (concorsi, esami, servizio civile, impegni vari) mi sono trovato a trascurare molto questo blog, e dopo un anno e passa di  inattività la piattaforma WordPress avrà lecitamente pensato che fossi morto. Be’,  maledetti bastardi, sono ancora vivo (cit.).

Non vi fate idea della mia gioia nell’essere riuscito, tramite una richiesta mail, a far riesumare SatiraC dall’oltretomba del web, con tutto il timore che non sarebbe stato possibile, visto che a realizzare il blog qui su WordPress non fui io. Per carità, questo non sarà mai un blog di quelli visitatissimi, probabilmente per il fatto che non condividiamo immagini porno e non diamo né consigli per il make up né forniamo gustose ricette (quello l’abbiamo fatto solo una volta), ma è stato un pezzetto della mia vita verso cui sono profondamente attaccato. Un pezzetto della mia vita che sono riuscito a recuperare.original.jpg

Che cosa ho in cantiere? Be’, sicuramente vorrei fare nuovi articoli per la rubrica I viaggi di Grulliver, poi qualche recensione, e poi… E poi boh, si vedrà.

Heil Tinder!

Nell’estate del 2016 incredibilmente non si batteva chiodo, così un amico mi installò Tinder sul cellulare. Oh, finalmente, sesso facile, conoscere ragazze da tutto il mondo, forse trovare l’anima gemella (nel modo meno romantico concepibile)… No, niente, scherzavo, sono brutto, ma almeno mi sono fatto due risate leggendo le bio, chattando con i miei match (sì, sto abusando dell’inglese lo so, ma questa è una cosa proprio da ggiovani), sfogliando le foto e facendo screenshots a più non posso. Pertanto ho la gioia di condividere ora con voi quanto di più strano, inquietante, divertente o degno di nota abbia potuto trovare quest’anno e mezzo.Continua a leggere…

Stadio della Roma, elegia da parte di un non tifoso

Premessa essenziale: fra il vedere una partita dell’AS Roma o seguire un documentario sulla crescita dei funghi troverò sempre più appassionante il secondo, pertanto ritengo che questo mi sottragga da ogni parzialità da tifoso.

Detto ciò, in quanto abitante dell’XI Municipio, confinante con quello dove si vorrebbe realizzare l’opera (il IX), forse capirete come stamane, sentendo il telegiornale, mi sia pronunciato definendo Giuseppe, detto Beppe, Grillo pallone gonfiato pieno di sostanza-anfibia-che-non-cito-onde-evitare-querele. E perché mai? Be’, quando questo, a Roma eletto da nessuno, ha detto: «Sì allo stadio ma non a Tor di Valle» come romano mi sono sentito danneggiato. Ma sì, dài, famolo in zona Tor Vergata, magari sui terreni di zio Caltagiorne.

E allora il grillino di turno mi obietterà riportando le parole del garante: «Nessuno dice di no: c’è una discussione sulla collocazione che attualmente è prevista in una zona a rischio idrogeologico. Si discute solo su dove farlo, magari in una zona non a rischio». O magari si rinuncia alla possibilità di risanare, a spese del privato, una zona a rischio idrogeologico. Se fosse stata un iniziativa del Comune, noto confonditore di fischi per fiaschi, mi sarei pure insospettito, ma sicché l’iniziativa è portata avanti da dei privati, che quando investono quattrini di solito si aspettano di guadagnarci, mi ero un po’ tranquillizzato.

Per qualche giorno ero stato speranzoso che, andatosene l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini, implacabile imbalsamatore del tessuto urbano (e non solo per la vicenda dello Stadio della Roma) e uomo meschino verso il sindaco, la Raggi avrebbe potuto guardare alla cosa con la dovuta lucidità, ma a quanto pare nei Cinque Stelle romani alberga un radicato senso malato di ambientalismo integralista che alla fin fine fa il gioco dei palazzinari, visto che ostacola un progetto che per la prima volta dà tangibili benefici alla Città.

Progetto e immagini nuovo stadio della Roma e business park Tor di ...
Bleah, che schifo

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Rogue One – A Star Was Story, e per davvero

In una pre-recensione e in una recensione avevo già scritto di come avessi trovato l’Episodio VII un’esperienza dolorosa. Temevo di poter rivivere momenti angoscianti come quelli in cui il maledetto robopalla imperava nella sceneggiatura, o di ascoltare nuovamente dialoghi degni di High School Musical, peraltro, anche questo prodotto della Disney. Ma qualcosa mi lasciava un minimo di speranza, il fatto che fossero incatenati allo storico primo episodio, e che questo avrebbe limitato la creatività distruttiva di registi e sceneggiatori. La morte di Carrie Fisher sembrava un fosco presagio di sciagura sulla qualità del film o un sacrificio estremo fatto agli dei per la sua buona riuscita.

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Buon viaggio, principessa

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Renzi, un lungo tramonto?

È un’impressione, e come tale va considerata tale.  Non ha l’autorevolezza di un sondaggio, d’altronde non avrei il tempo di raccogliere un campione abbastanza ampio di opinioni, e poi, diamine, non sono un sondaggista, certe cose lasciamole fare ai professionisti.

Renzi si è avviato inesorabilmente al suo tramonto, è solo da vedere quanto durerà questo imbrunire.  Indipendentemente dal risultato del referendum e il suo personalizzarne l’esito alla Craxi, poiché il fronte che gli si oppone sono emulsioni inaggregabili, pronte a tornare a scontrarsi con rinnovata ferocia già dal 5 dicembre. Il tramonto, più o meno lungo, vedrà quel sole di pretesa novità scomparire nell’orizzonte di mediocrità e continuità col passato che alla fine ha caratterizzato questi anni non appena si tornerà alle urne.

RAVAGLI - MATEO RENZI INTERVISTATO DA LUCIA ANNUNZIATA IN MEZZORAContinua a leggere…