I viaggi di Grulliver – Tedeschi, ma meno efficienti: Vienna

Sì, sì, dovrei dedicarmi ad altre cose, e il Cielo solo sa quante ne abbia da portare a termine, ma sentivo il bisogno di tornare a scrivere su questo infruttuoso e poco popolare blog. Così, mentre mi accompagna il Greatest Hits dei Beatles, band di cui non sono mai stato granché appassionato e adesso sto anche capendo bene perché, eccomi tornare a scrivere un pezzo per la rubrica dedicata ai viaggi come avevo annunciato nell’articolo della riesumazione. In questo episodio eccomi a Vienna a fine novembre 2018 per assistere a un concerto degli Slayer e, con l’occasione, visitare la capitale di quello che fu l’impero asburgico.                                                                                                        Come di consueto sono trattati aspetti secondari e di personale interesse, perché per le guide serie ci sono Trip Advisor, Lonely Planet ecc. 

Prime ore a Vienna e prime impressioni: gli austriaci sono una versione di tedeschi più complicata, poiché per fare un biglietto della metro alle macchinette bisogna ritirare titolo di viaggio e ricevuta, accoppiamento per noi insolito, e avendo ritirato solo la prima, perché non escono immediatamente uno dopo l’altro, ho regalato un giro a qualche fortunato. Per rifarmi mi sono fatto un giro in metro gratis, tanto non ci sono controlli, ma quello lo vedremo meglio dopo.

Ci sono tante cose interessanti da vedere nei musei di Vienna, ma fedele a me stesso mi concentrerò sui particolari più stupidi.

Cominciamo quindi con i due musei gemelli che si affacciano su Maria-Theresien-Platz: il Museo di storia dell’arte e il Museo di storia naturale. Riguardo al primo vi risparmio banalità su capolavori noti come la Saliera del Bernini, ma mi focalizzerò su oggetti di indubbio buon gusto come questa lampada ad olio a forma di faccia di negro, tanto per ricordarci che noi europei il razzismo lo abbiamo sempre scrupolosamente tenuto a distanza. Proseguiamo quindi con questa affascinante composizione di paffuti angioletti che sembrano dediti ad un’orgia infantile.

Finirei qui le mie considerazioni artistiche di indubbio valore intellettuale, tuttavia il fatto che in quel periodo vi fosse una mostra su Pieter Bruegel il Vecchio mi spinge a importunare ancora una volta il mondo dell’arte: Bruegel è un autore eccentrico che non avrebbe sfigurato nel ‘900, e ho veramente apprezzato i suoi insoliti soggetti. In particolare ho sentito una grande affinità con il protagonista di questo quadro: l’ubriacone spinto nel porcile.DSCN4229

Per quanto riguarda le tante meraviglie del Museo di storia naturale mi limito a mostrarvi solo alcune foto.

DSCN4172
Si muoveva, e mi ha fatto prender un colpo

 

DSCN4155
All’anima della conchigliona!
DSCN4184
Resta dalla Guerra dei Trent’anni, perché gli esseri umani non si smentiscono mai

Passando al Museo di Vienna, che dire, tante cose interessanti e particolari da vedere, ecco quelle che ho trovato più insolite.

DSCN4410
Rivista degli Anni Trenta con tutti i baffi del Baffo
DSCN4408
La parrucca di Conchita Wurst quando vinse lo European Song Contest 2014

Terminata la parte museale concentriamoci un po’ sul confronto culturale fra il giovane pizzabaffimafiamandolino che sono io e questa particolare versione di tedeschi.

L’attitudine germanica alla fiducia è per un mediterraneo come me un qualcosa di sbalorditivo: per la metro non ci sono tornelli, nonostante i biglietti siano abbastanza cari (2,40 €); i giornali pendono da dei pali, messi in buste di plastica per proteggerli dall’acqua, sarebbe possibile prenderli senza mettere i soldi nell’apposito contenitore, ma è chiaro che se questo sistema va avanti vuol dire che viene rispettato. Ecco, sono due dettagli piccoli, ma un paese in cui gli abitanti riescono ad avere fiducia l’uno dell’altro non è un paese di ingenui, è un paese in cui si investe meglio, e (impressione mia non supportata da fonti) in cui probabilmente le leggi sono di meno e la burocrazia fa seguire percorsi meno tortuosi.

In Austria se sul biglietto scrivono che i gruppi spalla iniziano alle 17:45 lo fanno sul serio. Va bene che arrivare tardi per una serie di attacchi di diarrea causati da una cena consumata in un ristoranti indiano la sera precedente e perdere gli Obituary non sia stata una gran perdita, ma per gli Anthrax mi è dispiaciuto, dopotutto li avevo visti solo altre due volte. Con quell’orario orari probabilmente è andata a finire che per le 23:30 Kerry King si fosse già messo letto, e con tutto il tempo di essersi pure pettinato la barba.

DSCN4316
Il Metal unisce
DSCN4320
L’improbabile cibo per metallari che trovare non ti aspetti di a un concerto degli Slayer

Gli austriaci come tedeschi più complicati, motiviamo il titolo dell’articolo: perché usare i pratici caratteri tipografici sans serif per le indicazioni stradali del centro storico quando puoi ricorrere alla più confusa minuta carolina, cosicché solo chi avesse fatto archivistica o paleografia è in grado di leggere “Steindl Gaſſe” come “Steindl Gasse”?

DSCN4474

Per un romano è sempre impietoso il confronto fra le bancarelle natalizie di Piazza Navona e quelle di un qualunque paese civile. Ebbene sì, noi indegni discendenti di Romolo, dobbiamo arrivare a concepire l’idea che ai bambini (e non solo a loro) si possa proporre anche qualcosa che non siano cinesate dozzinali e assortimenti di ciarpame  esposti in bancarelle che non sfigurerebbero in qualche sobborgo degradato di Nuova Delhi.DSCN4106

Chiudiamo con un episodio vissuto in ostello (sì, sono povero). Per la seconda volta in un viaggio mi sono ritrovato a passare una notte con un compagno di stanza che respirava male, e va bene, ho sopportato. A una certa, molto presto comunque, il maledetto è uscito dalla stanza vestito di tutto punto e con lo zainone, dando l’idea che se ne stesse andando. Rassicurato, mi sono prospettato qualche ora di sonno senza fastidiosi sottofondi respiratori, solo che a una certa la quiete è stata nuovamente interrotta dal suono del cellulare che si era evidentemente scordato sul letto. Pensando si stesse chiamando da solo l’ho sbloccato per rispondere, ma mi so accorto che: a) era una sveglia programmata per le 7:00; b) che come sfondo, o come immagine dell’ultima schermata aperta, c’era un inconfondibile primo piano di un apparato genitale femminile, la cui padrona era intenta a sgrillettarne il clitoride. Temendo gli usi impropri del mezzo di comunicazione vocale da remoto, e ancor più eventuali tracce organiche che potessero esservi rimaste sopra, ho repentinamente mollato l’oggetto neanche fosse soggetto ad un alto carico di tensione elettrica.

Vabbe’, episodi da ostello a parte, Vienna merita, specie nel periodo invernale, ed è un viaggio che vi consiglio caldamente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...