Otarie che alla foca preferiscono l’uccello (di mare)

Il grande SatiraC, che tutto conosce e tutto sa, ha sempre trovato grande fonte di divertimento contemplando il creato, pertanto si è premurato di posare la sua mano ispiratrice sulla mia testa e farmi portatore di fondamentali verità circa il mondo che noi abbiamo lasciato con la scoperta che se sbatti un sasso forte contro un altro ne fai un’affilata arma, e a cui miriamo di tornare ogni volta che andiamo a seguire la nostra squadra del cuore in trasferta. La Natura, cos’è la Natura? Be’, per convenzione occidentale è tutto ciò che non è creato da una certa specie che si definisce dominante, eppure un formicaio, una struttura anche piuttosto complessa, lo consideriamo come Natura e non artificio. Mah, sconcertante egocentrismo antropico. A questa posizione di spudorata presunta superiorità (buffo che la specie che sta avvelenando il suo pianeta per le leggi dell’economia guardi dall’alto al basso specie nettamente più intelligenti della sua come il lombrico, dimentica del fatto che sia più facile cambiare un sistema economico che un pianeta) spesso se ne sostituisce un’altra piuttosto dannosa: quella che cerca di trovare l’innegabile, dolce, puccioso, tenero lato sentimentale del mondo naturale. Insomma, quelli che condividono foto o video di pescecani che si fanno carezzare da pescatori e poi si scordano di postare foto un po’ più usuali riguardo il tutt’altro che mansueto pesce cartilagineo. shark-seal-lure_1890783i Insomma, quella che attribuisce ogni efferatezza alla propria specie, ritenendo le altre incapaci di comportamenti un po’ cruenti. Perciò, per amore della giustizia ecco alcuni curiosi aneddoti riguardanti lo spensierato mondo di Madre Natura, su cui spero di avviare una serie di articoli. Presso le coste sudafricane dell’Oceano Indiano vi è moltitudine di mamme otarie che devono trovare modi spicci e veloci per mettersi qualcosa in pancia e tornare ad allattare il loro cuccioli sulla terraferma. Uno di questi, che sicuramente la LAV non approva, è quello di aggredire i pinguini che hanno appena catturato un pesce. I denti del puccioso mammifero marino, detto leone di mare, non sono atti a masticare, pertanto, una volta catturato fra le mandibole lo sfortunato (ma sempre elegante) pennuto, incomincia a sbatacchiarlo vigorosamente grazie alla forza dei suoi robusti muscoli del collo, fino a spaccargli in due la cassa toracica ed aprirgli lo stomaco. Fatto ciò recupera il pesce ingoiato dal pinguino. Il contenitore commestibile del pasto è lasciato ai gabbiani.download Sempre circa le otarie non ci si può scordare dei curiosi casi di giovani maschi della suddetta specie con le idee un po’ confuse che si sono accoppiati con dei pinguini non particolarmente consenzienti, dimostrando di preferire alla foca (be’, sono dei pinnipedi anche loro) l’uccello (marino). Dove andremo a finire? TTP5SEAL14-13-11-2014-16-11-07-207- Un incentivo irresistibile ad andare a rinnovare le nostre tessere del WWF (World Wrestling Federation?), a guardare il mondo che ci circonda con occhi nuovi, pieni di speranza ed amore verso ogni creatura vivente. sea_lion_hugging_penguin1Selvaggi saluti, satiricamente vostro Leocrate Tapioca

Flessibilità economica- Come te la insegna tua Nonna!

La Flessibilità non è solo un concetto fisiologico che riguarda la disfunzione sessuale. Per quanto possa sembrare assurdo, la Flessibilità viene richiesta ed elogiata a livello Internazionale e in particolare è amata dalla liberale Margaret Thatcher.

Pensate che sia tutto uno scherzo? Ebbene, no!

E’ importante capire il concetto di Flessibilità perché in un certo senso significa comprendere qual è la strada maestra su cui corrono gran parte dei paesi e Stati nel mondo OGGI. Quindi sbrigatevi a dimenticarvi i Peni. Fatto? Bene.

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C’era una volta in cui nei paesi vigeva l’armonioso collettivismo industriale. Era essenziale che la produttività fosse di stampo quantitativo e frenetica, indipendentemente dalla reale richiesta e domanda potenziale della popolazione. Nacquero svariate tecniche e metodologie per migliorare il ritmo di lavoro operaio (pensiamo al Taylorismo o Fordismo).

Immagino che non era la favola che vi aspettavate, vero? Beh io non ci posso fare proprio nulla. Continuate a leggere e ne vedrete di belle.

Agli albori del ‘900 però la situazione cambia drasticamente. Le pressioni internazionali cercavano di spronare le multinazionali al fine di allinearsi con una Globalizzazione sempre nuova e segmentazioni della domanda altrettanto frammentate. In parole povere: era necessario avviare una ri-organizzazione aziendale per cogliere i continui mutamenti e bisogni che i paesi e cittadini pretendevano. Aiuti per la realizzazione di questo obiettivo arrivarono inaspettatamente dal Marketing e le convergenze tecnologiche/digitali. Entrambe, infatti, erano materie che supportavano le imprese e organizzazioni (anche di stampo non lucrativo) per allinearsi con questa perenne comprensione dei nuovi bisogni e desideri. Le tecnologie e statistiche comparate servivano proprio per capire premeditatamente eventuali variabili esogene e bisogni/necessità moderne. Di pari passo con questa comprensione dei bisogni si poteva avviare una produzione contigua con, ad esempio, le creazione di beni o servizi particolari, che potevano dunque suscitare interesse ai cittadini.

E non alludo a vibratori e peni finti. Possibile che il discorso cade sempre sul sesso?

Il Bombardamento di stimoli (eheh) esercitato dalle multinazionali, mediante pubblicità, espansione in mercati esterni e internet, ha mosso le aziende a cercare sempre strade diverse e particolari. Magari espandendo il proprio interesse a sfere di abitanti più marginali e che in passato non avevano proprio coinvolgimento (es: abiti o gadget per Emo o Metallari; canali televisivi appositamente per serie tv thriller o quelle sentimentali).

La Flessibilità è un fenomeno conseguenziale a tale mutamento del 900’. Si cominciava infatti a comprendere la necessità di creare sempre più:

-Contratti di lavoro a breve termine;

-Avviare una politica di libero licenziamento;

– Favorire un lavoro e distribuzione in più mercati 24h su 24.

Seppure tali manovre sembrano condizionare le combattute leggi sui diritti dei lavoratori (attuate anche grazie al ruolo dei sindacati), ciò non importa! E’ bene invece essere consapevoli che il lavoro E’ una merce come tanti altri. I lavoratori vengono e vanno a seconda delle diverse domande potenziali che la società suggerisce e dunque devono poter essere licenziati con disinvoltura. Purtroppo è questa la realtà oggi…

Ops! Non realtà: Favola! Favolaaaaa. Scusate.

Paesi come Olanda o Danimarca hanno avviato strategie di “Flessicurezza”, ossia cercare di marginare le conseguenze negative di tale flessibilità. Ad esempio si è cercato di creare indennità per neo licenziati; l’obbligo a partecipare a corsi di formazione oppure avvertire i dipendenti molto prima del loro licenziamento (così da riuscire, eventualmente, a trovare nuove mansioni). Il problema è che tali manovre di Flessicurezza in Italia, sono utopiche e irrealizzabili. In Italia per varare una semplice norma sul lavoro ci si impiega tantissimo tempo. Per sciogliere le calotte polari in Antartide con un accendino, ci vuole di meno. Inoltre servirebbero ingenti somme di denaro per riuscire a creare questa fitta realizzazione di indennità e corsi di formazione.

Fatto sta’ che la Flessibilità induce i lavoratori a:

– Perenne insoddisfazione e precarietà;

– Impossibilità di poter concretamente realizzare progetti a lungo termine;

– Ritmi incessanti;

– Diminuzione di interventi sindacali;

– Licenziamenti e tagli del personale improvvisi.

Insomma è tutto molto bello. O forse no. E nessuno visse felice o contento.

Fine

Roma fa schifo?

Mi dispiace per gli olandesi: la loro lezione è stata magnifica. Vorremmo però ricordare loro che sappiamo essere incivili anche da soli. Basta dare un’occhiata alla pagina Facebook di “Roma Fa Schifo“, farsi un giretto tra le Foto Bacheca e rendersi conto che, tutto sommato, non dobbiamo invidiare nessuno. Anzi gli olandesi si sono comportati da romani: sono riuscitisecchio di balle quasi a far affondare una Barcaccia con qualche litro di troppo di birra. Noi romani invece stiamo avanti: noi (senza birra) riusciamo a sfasciare ciò che è bello, ciò che renderebbe Roma una capitale europea.

Ad esempio, come Satirac sa meglio di noi, le biciclette prestabili a Roma sono andate a ruba, nel senso che se le so’ fregate tutte. Ci sono altre realtà, invece, come quella perugina, dove le biciclette prestabili sono tutte in fila, ordinate, magari non le usa nessuno. Da noi invece, dove le piste ciclabili vanno per la maggiore (sui sette colli sai che bellezza), le biciclette sono scomparse: chi le ha rotte, chi le ha renzianamente rottamate, chi le ha vendute…
Ma possiamo paragonare delle biciclette alla Barcaccia del Bernini? Certo che no, ma voi pensate che a Roma il problema siano SOLO le biciclette?
Facciamo un elenco allora:
– Cassonetti pieni, bruciati, capottati
– Buche stradali
– Mercanti abusivi
– Parcheggi impropri
– Improbabili arredamenti stradali
– Autovetture e motocicli bruciati
Insomma, Roma è una bella città, meriterebbe di più. E non può essere solo colpa dei palloncini olandesi. Forse siamo anche un po’ noi a non saper tutelare questo territorio.
Ad esempio io uno come Salvini non ce lo vorrei qua a Roma: è un po’ il Matteo Renzi della Lega, apparenza di felpe, slogan di twitter, onnipresenza televisiva: mai una parola contro questo sistema marcio, di corruzione e di compagnie bellissime.
Che ce famo co’ uno così?

11 Settembre: Una politica di mistificazione

Io il destino a volte non lo comprendo. Per esempio è destino che cadessero le torri gemelle.

E’ una storia che ha più o meno una musa, che facciamo risalire a prima del 7 dicembre 1941. Le intercettazioni radio americane sapevano che la flotta giapponese aveva abbandonato i porti ignorando dove si dovesse svolgere il futuro attacco. Accadde però un fatto curioso, ovvero che le portaerei di stanza a Pearl Harbor, chiave per qualsiasi battaglia aereonavale del pacifico, ricevettero l’ordine di abbandonare la base. Tutto questo, poco prima dell’attacco giapponese. E destino volle che l’America entrò in guerra, denunciando la perdita di un potenziale bellico recuperato e superato in quantità, pochi mesi dopo.

E’ veramente strano questo destino che ad Agosto stipula una assicurazione miliardaria sulle torri, e poi, un mese dopo, qualcuno riscuote dall’attacco terroristico più saputo al mondo.

È veramente insolito che nessuno parli di nano-termite, usata nel campo militare e di esplosioni controllate. E poi Bin Laden! Nessuno ti viene a dire che era al servizio della CIA, come nessuno ti viene a dire che il “Califfo” dell’ISIS è stato misteriosamente scarcerato nel 2009 (giusto in tempo per aggregare qualche testa di verga in più alla festa). Voci dicono che l’FBI sapeva tutte le mosse degli attentatori, ma la cosa che più induce sospetto è come due aerei siano sfuggiti al controllo dell’aviazione militare più potente del mondo. Il pentagono, pure, lascia dubbi che nessuno osa spiegare.

Ma poi perché tutto questo? A che scopo creare dei mostri in medio oriente?

A che scopo un attacco terroristico per finanziare altre guerre dove oppio e petrolio vanno a ruba?

E Putin? Possibile che il mondo si sia così impegnato per creare i campi di battaglia profetizzati da Call of duty 4 e che lui, abbia delle prove schiaccianti contro gli USA?

Possibile che stia succedendo tutto contemporaneamente, e una nuova guerra, arrivi dopo 70 anni a fare toc toc alle porte europee?

Mah…stai a vedere che la guerra fredda è diventata calda e noi siamo rimasti accoccolati mentre diventava tiepida.

Fonti: http://www.libreidee.org/2015/02/putin-11-settembre-organizzato-dagli-usa-eccovi-le-prove/

Karl W. B. Schwarz, “pop goes the Bush mythology bubble”, Online Journal, 20 dicembre 2004

World Trade Center Attacked

 

Vergognarsi un po’ del proprio Presidente del Consiglio

E’ un fatto tutto italiano, quello di illudersi dell’uomo solo al comando. E non lo dico io, non lo dice Satirac, ma lo diceva un certo Indro Montanelli tanti anni fa, mentre ben pochi gli credevano.

Quando si parla male del fascismo, si pensa sempre alle deportazioni e alla guerra, spesso dimenticando come il fascismo era arrivato al potere, di chi ci si era fidati in quel periodo e perché.

Allora parliamo di oggi, di chi ci stiamo fidando e dove cazzo sta andando questo paesello.

Se non fosse stato per l’uomo solo al comando, Matteo Renzi, il PD alle europee manco il 30% avrebbe preso: e questo perché conta l’apparenza, conta la camicia fosforescente, le slide e il tweet del mezzodì.

Lui è giovane, dal linguaggio apparentemente molto chiaro, fa le cose fatte bene (anche le copertine di Chi).

Se quelle di Silvio erano delle belle signorine, quelle di Matteo sono pure brave: vergognosi noi a non essercene mai accorti.

Mvergognarsi un po' del proprio presidente del consiglioa l’apice del renzismo fosforescente l’abbiamo raggiunto con l’elezione di Sergio Mattarella dove, secondo il simpaticissimo Stefano Menichini, “Berlusconi e Alfano hanno clamorosamente sbagliato i calcoli”. Cazzo, ma allora è proprio un genio!

Infatti il nome di Mattarella era un po’ scomodo per Silvio, manco l’avesse fatto lui qualche giorno prima, pur di non ritrovarsi Prodi al Quirinale (il nome è stato purtroppo riportato da Libero, ma Menichini legge solo Europa).

Era prevedibile che si sarebbero messi d’accordo? E perché no? Perché non può mai essere che si sono accordati per darcela a bere di nuovo? L’ex cavaliere è davvero così in difficoltà come ce lo dipingono oppure può stare tranquillo, anche perché alcuni accordi del Patto sembrano ancora reggere, come l’Italicum e la riforma del Senato?

Ad ogni modo se ne riparlerà fra qualche mese o magari fra “mille giorni”, quando come al solito sarà tutto più chiaro e forse ci si renderà conto di chi cazzo c’è al governo adesso.

p.s. Vorrei ricordare ai nostri affezionatissimi lettori che il governo attuale è stato deciso dal fu Napolitano, che l’appioppò al signorino sopra citato, che pugnalò alle spalle il fu Enrico Letta, che non fu votato da nessuno, sostituendo il fu Bersani, che fu il solo forse degno di potersela smatteggiare in tutto questo schifo.